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Giuseppe Pappalardo

Giuseppe Pappalardo (Pippo) è nato a Paternò nel 1945. Dopo la Maturità classica ha conseguito la laurea in Fisica. Per trent’anni ha lavorato a Palermo presso il centro elettronico di un importante istituto di credito. È in quiescenza ma continua a lavorare nel campo della consulenza immobiliare. È un cultore del dialetto siciliano, idioma che ha approfondito su testi del Centro Studi Filologici e Linguistici Siciliani e dell’Atlante Linguistico Siciliano (Università di Palermo). Lessico e ortografia trovano riscontro nel Vocabolario Siciliano di Piccitto-Tropea-Trovato. Suoi articoli e poesie sono su Il Bandolo, Il Convivio, Il Vesprino. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in concorsi letterari, fra cui: 1° premio Lu processu pinali, V ed. Premio “ D. Portera”, Sez. Poesia dialettale, Cefalù (PA) 2011; 1° premio Cantu dulurusu, VI ed. Premio Nazionale di Poesia e Narrativa, Sez. dialettale, Ass. AlberoAndronìco, Roma 2013; 2° premio U postu fissu, I ed. “Il buon riso fa buon sangue”, Ass. “Luce dell’arte”, Roma 2011; 3° premio U postu fissu, X ed. “Pensieri in versi”, Poesia in vernacolo, Il Convivio, Castiglione di Sicilia (CT) 2012.

Maria Vittoria Picone

Maria Vittoria Picone, laureata in Scienze Biologiche e abilitata alla professione di Biologo, è Tutor del Piano Insegnare Scienze Sperimentali (promosso dal MIUR nel 2006) e Formatrice UCIIM (Ente qualificato per la formazione del personale docente, ai sensi della Direttiva n.170 del 2016). Abilitata per la classe di concorso A059 (Scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali nella Scuola Secondaria di primo grado) e per la classe A060 (Scienze naturali, Chimica, Geografia e Microbiologia nella Scuola Secondaria di II grado), insegna matematica e scienze nella Scuola Primaria.

Impegnata in corsi di formazione sulla didattica delle scienze, si occupa di consulenza didattico-metodologica in ambito scientifico e di ricerca-azione tra pari. Ha svolto il ruolo di Supervisore di tirocinio e di conduttore dei laboratori di zoologia e botanica, pedagogia, docimologia, matematica presso il Corso di Laurea in Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Palermo. Ha collaborato con l’ANISN (Associazione Nazionale Insegnanti Scienze Naturali) e con l’INDIRE per l’elaborazione di percorsi didattici rivolti ai Docenti Neoassunti.

Paolo Vitaliano Pizzato

Paolo Vitaliano Pizzato, 48 anni. Lettore appassionato, è titolare, dal 2012, di un blog di recensioni (www.ilconsigliereletterario.com). Nel 2013 ha pubblicato il suo primo romanzo, Quella solitudine immensa d’amarti solo io edito da Priamo/Meligrana; a dicembre 2016 è uscito il secondo romanzo, La logica del mammifero (storia di una madre) Prospero Editore e a ottobre 2017 il terzo, Ripaferdine (storie di cortile) Giraldi Editore.

Calogero Pumilia

Calogero Pumilia (Caltabellotta, 27 dicembre 1936) è stato Deputato dalla VI alla X Legislatura, vicepresidente dei deputati democristiani, ed ha ricoperto per più anni la carica di Sottosegretario di Stato. È stato componente del Consiglio d’Europa e dell’Unione Europea Occidentale. Sindaco di Caltabellotta. Consigliere di amministrazione di Poste Spa e presidente di Postecom. È presidente della Fondazione Orestiadi, Istituto di Alta Cultura di Gibellina. È stato redattore politico di Sicilia domani e direttore del periodico Sicilia oggi. Ha pubblicato Attraversando la politica edito dal Centro Siciliano Sturzo, e La Sicilia al tempo della Democrazia Cristiana edito da Rubettino.

Ignazio Russo

Ignazio Russo, (1928-1980) poeta dialettale saccense è un autore che, fortemente ancorato alla sua terra, alla Sicilia e in special modo a Sciacca, descrive nelle sue poesie uno spaccato storico e sociale del luogo in cui egli visse e dal quale mai si staccò. Dotato di una forte carica satirica la sua poesia trae spunto dalle difficili condizioni dell'agricoltore per arricchirsi di contenuti polemici a volte anche contro i governanti dei vari momenti storici. Di particolare rilievo il poemetto dal titolo "Miraglia e li braccianti" dedicato all'uccisione di Accursio Miraglia, sindacalista ucciso dalla mafia nel gennaio del '47.

Francesco Saladino

Francesco Saladino, (1938-1997) Appassionato cultore della storia e delle tradizioni del proprio paese, fu un ricercatore attento e rigoroso. Visse un’infanzia serena e sin da piccolo manifestò un amore per i libri in cui si immergeva per soddisfare la sua sete di conoscenza; dopo la scuola elementare proseguì i suoi studi che completò diplomandosi con ottimi voti all’istituto Magistrale Dante Alighieri di Partanna. Subito dopo il diploma, superò un concorso come scritturale e nel 1960 s’impiegò presso il Comune di Partanna. Finì la sua carriera come direttore della biblioteca comunale nel 1992. Tanti anni di servizio svolti con amore per la sua professione, serietà, responsabilità, altissimo senso del dovere, massima disponibilità verso tutto e tutti. Si distinse per il suo impegno civile e politico militando nel Partito Socialista, tutti lo ricordano come uomo di indiscussa onestà e di lui gli amici socialisti hanno scritto: “…esempio di alte virtù morali ed intellettuali… A lui grati per aver saputo insegnare e testimoniare i massimi valori della vita. Con lui è andato via un nobile maestro…”.
Fin da giovane collaborò con riviste, quotidiani e giornali locali.
È del 1986 la sua prima pubblicazione dal titolo Partanna ‘900, a cui seguì, nel 1992, Vito Cusumano, una significativa biografia sull’economista partannese. Nel 1998 fu pubblicato postumo il romanzo storico Storia di un delitto. Morì il 30 giugno del 1997, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia e nel contempo un’inestimabile eredità di onestà, rettitudine e immenso Amore.

Francesca Santangelo

Francesca Santangelo è nata e vive a Sciacca (AG). Autrice emergente ha già in carriera la pubblicazione di un libro Quando non passa il tempo, una raccolta di liriche che prendono vita dal mare, sua fonte di ispirazione. Nel 2012 la corrente Poesipittuta approda a Sanremo con una mostra in occasione del Festival. Al Palafiori l’autrice partecipa con un suo dipinto. È stata chiamata, per meriti letterari, a far parte della II edizione 2012 dei Poeti inseriti honoris causa nella collezione privata di testimonianze contemporanee del “Museo Epicentro” di Messina, primo “Museo della Poesia in Italia a tema circolare”, della collezione è stata selezionata una poesia dell’autrice. Partecipa e vince un concorso di poesia onlineOde ai Sensi, premiazione che si svolgerà presso il castello di Thiene (VC). Successivamente, l’Accademia EuroMediterranea delle Arti di Messina, in occasione di un evento che si svolgerà ad Assisi, rilascerà all’autrice il diploma di merito di Filosofia del Pensiero. In occasione di Letterando in Fest, evento di cultura internazionale che si svolge a Sciacca, partecipa con una mostra originale, che ha visto tra la poesia e la fotografia l’incontro di due espressioni artistiche in un percorso parallelo. Il suo secondo libro, Zero blu jeans, è una raccolta di liriche dedicate a tutti coloro che amano leggere e provare emozioni, quelle che solo la poesia sa donare.

Francesco Savasta

Francesco Savasta nacque a Sciacca nel 1673 da genitori nobili ma poco provvisti di beni. Tuttavia potè studiare ottenendo buoni risultati, con disposizione per le lettere e una certa tendenza per la religione, tanto che fu indeciso se indossare l’abito talare. Ma le ristrettezze economiche lo fecero propendere per la medicina che a quel tempo assicurava guadagni maggiori. Studiò a Palermo medicina e chirurgia e poi tornò a Sciacca per esercitare acquistando prestigio sociale. Continuò comunque nei suoi studi e scrisse di teologia e di storia, oltre che uno zibaldone di poesie. Scrisse uno Sciacca sacra ed uno Sciacca nobile; nel primo descriveva chiese, conventi e monasteri ubicati nella sua citttà, mentre nel secondo catalogava le famiglie nobili dimoranti a Sciacca.

L’opera per cui è noto resta Il famoso caso di Sciacca in cui compendiò tutte le notizie sui fatti di sangue accorsi fra la famiglie Luna e Perollo, attingendo dagli autori che prima di lui avevano scritto memorie, notizie e storie sui fatti, e particolarmente dalla memoria del notaio Federico Giuffrida del 1529 e da quella del notaio Emmanuele Triolo che fu testimone del primo caso. L’opera fu data alle stampe nel 1726 e poi ristampata nel 1843. Scrisse anche una storia sul terremoto di Sciacca del 1727. Morì nel 1733 e fu sepolto nella chiesa del Purgatorio.