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9788831242004Giuseppe Guido Loschiavo

Piccola pretura

2019, 16°, cm. 14x20, 264 pp., cop. col., € 15,00

collana narrAzioni

ISBN 978-88-31242-00-4

Una riscoperta letteraria a quasi settanta anni dalla pubblicazione, una narrativa innovativa per quei tempi che si distacca dai canoni neoveristici e che anticipa il grande filone narrativo sciasciano. Loschiavo ambienta la vicenda nel 1921, in una Sicilia ancora senza fascismo, visto che il romanzo va alle stampe appena finita la guerra. Vi è invece un chiaro riferimento alla sua esperienza di pretore del paese di Barrafranca, esperienza fatta probabilmente proprio nei primi anni del ventennio, mediante la descrizione di personaggi e comportamenti che, oltre al tema della mafia, ci segnalano la diversità di una società ancora divisa in caste, dove resistono la soggezione delle donne e l’assenza di riscatto.

Una Sicilia lontana dallo Stato, sorda ai cambiamenti culturali e alle prese con il disagio socio economico. Dai problemi delle zolfare, che in quegli anni mostravano il loro limite, alle differenze sociali all’interno di un piccolo centro del sud, fino a toccare il tema della mafia, per la prima volta citata in chiaro. E il disagio del pretore è nei confronti dei cittadini abituati a dover confrontarsi con la mafia, nel suo insistere a voler imporre la legge dello Stato sopra tutte, anche e soprattutto sulla mafia. Non c’è momento in cui la figura di questo eroe ante litteram non si proponga come unico esponente della giustiza, la giustizia dello Stato per cui la legge è uguale per tutti.

Primo romanzo sulla mafia, da questo testo la Lux Film trasse la sceneggiatura della prima pellicola che trattava l’argomento, In nome della legge, con gli sceneggiatori Giuseppe Mangione, Tullio Pinelli, Aldo Bizzarri, Federico Fellini, Mario Monicelli per la regia di Pietro Germi.